Intervento sull'autorecupero
Ciao a tutti, io sono un compagno del coordinamento cittadino di lotta per la casa di Roma, nonché il Vicepresidente della Cooperativa "Inventare l' abitare", che oggi a Roma sta gestendo 7 progetti di Autorecupero.
Chiaramente tutto nasce dal movimento di Lotta per la Casa, quindi è importante che oggi ci sia qui chi fa la lotta per la casa, questo è l'elemento fondamentale che ci ha portato a vincere le battaglie.
C' è stata una fase a Roma in cui si occupavano le case popolari o le case degli enti, perchè era pieno di case popolari vuote, che per meccanismi burocratici o di speculazione non venivano assegnate e quindi i movimenti di lotta per la casa se li prendevano.
Poi queste case sono finite, perchè è in atto in Italia la svendita del patrimonio pubblico, e questo è il primo elemento che inasprisce parecchio il problema dell' emergenza abitativa in Italia, perchè vendendo il patrimonio pubblico chiaramente il privato ha il potere di decidere qual è il mercato degli affitti e quindi escludere a priori fasce di povertà o di non estrema ricchezza.
Quindi le case a Roma venivano a mancare, quelle che c' erano abbastanza blindate e in quella fase il movimento di lotta per la casa ha subito un arresto repressivo molto grosso con sgomberi ed arresti, in conseguenza ai quali ha dovuto ridimensionare i propri obiettivi.
In quella fase, anche in virtù di un boom demografico degli anni ' 70, dove a Roma costruirono tantissimi scuole, addirittura intere palazzine del comune furono trasformate in scuole.
Poi c'è stato il calo demografico e la maggior parte di queste scuole furono abbandonate e successivamente occupate dal movimento di lotta per la casa.
In questa fase si è iniziato a ragionare su come vivere in queste scuole in maniera dignitosa e quindi noi abbiamo fatto negli anni dei lavori incredibili, io per 10 anni ho abitato dentro una scuola e sono riuscito a trasformarla in una casa, nonostante tutta una serie di difficoltà strutturali.
A questo punto abbiamo fatto questa prima proposta di utilizzare 2 scuole in autorecupero, ossia la trasformazione, anche dal punto di vista di destinazione d' uso perchè sapete che se non c'è un cambio di destinazione d' uso dentro la scuola non ci si può vivere.
Questo primo passaggio è stato fatto attraverso una delibera comunale, che stabiliva che una parte dei lavori strutturali delle parti comuni di queste due scuole venisse pagata dal proprietario, in questo caso il comune di Roma; mentre l'altra parte venisse pagata attraverso l' esenzione di un mutuo da parte di una cooperativa nata appositamente per questo scopo per la ristrutturazione degli interni.
Per la parte dei lavori che ci competevano, noi abbiamo usato delle ditte perchè abbiamo avuto delle difficoltà rispetto ai tempi : infatti la conformazione del movimento di lotta per la casa era fatta anche da molti artigiani dell' edilizia (manovali, idraulici, elettricisti) però i tempi e le possibilità erano incerti, quindi è stato difficile riuscire ad organizzare una nostra ditta, ma comunque la delibera prevedeva di appaltare delle ditte.
Noi abbiamo fatto un nostro appalto ed abbiamo scelto una ditta che ci dava più garanzie.
Questo primo progetto è stato molto lungo perchè è stato una cosa nuova, tutta da inventare e chiaramente abbiamo incontrato tutta una serie di difficoltà amministrative, proprio nella capacità di inventarci delle procedure, ma in un modo o nell' altro ci siamo riusciti.
Dopo un pò di tempo è stata fatta una legge regionale, la 55 del ' 98, specifica sull' autorecupero e che ricalca la precedente delibera.
Naturalmente non esiste cooperativa di autorecupero senza movimento di lotta per la casa.
A quel punto c'era un nuovo gruppo molto grosso di occupanti, saranno state circa 300 famiglie che vivevano in strutture occupate, e con loro abbiamo fatto una battaglia ben precisa : abbiamo fatto la stesura di un protocollo d' intesa fra tre Enti, il Comune, la Regione ed il Ministero dei Lavori Pubblici, "chiedendo" soldi a tutti e tre.
A questo non ci siamo arrivati CHIEDENDO ma occupando assessorati, pigliando manganellate, perchè penso che rispetto ai nostri bisogni non esistono altre strade.
Il protocollo di intesa prevedeva da una parte l' assegnazione di case popolari e dall' altra la questione dell' autorecupero.
A proposito della deportazione, dell' espulsione da centro storico, in quella fase hanno assegnato delle case non nella periferia romana, che già di per sè non va bene, ma nei Comuni limitrofi.
Ritornando al protocollo d' intesa, sono stati stanziati dei finanziamenti sia per l' assegnazioni di case sia per la costruzione di altri 6 progetti di autorecupero, questa volta legati direttamente alla legge regionale, che non è perfetta, ci sono degli elementi da modificare, però esiste e ci ha dato la possibilità di avviare questi progetti.
La cooperativa che si è occupata dei lavori interni è rimasta la stessa, "Inventare l' abitare", che oggi ha 106 soci, che significa che abbiamo 106 appartamenti in ristrutturazione per l' autorecupero divisi in 7 diversi stabili.
Proprio qualche settimana fa io ho accompagnato le prime 9 famiglie in questo primo stabile autorecuperato, che tra l' altro è situato in un quartiere bene di Roma, in cui ci abitano solamente gente con i soldi, e quindi l' idea che possiamo andare a vivere in un quartiere del genere attraverso la lotta non ci dispiace.
è possibile, è reale l' autorecupero,ma la lotta diventa fondamentale.
Poi alla fine anche l' amministrazione ha tratto i suoi guadagni: intanto ha 7 stabili ristrutturati trasformati in abitazione che li sono costati la metà, perchè con le divisioni dei lavori il Comune ha contribuito per il 48%, mentre noi per il 52%.
Chiaramente se lo stabile ha dei grossi problemi strutturali la spesa del Comune sarà maggiore, mentre la nostra rimarrà sempre uguale.
Il Presidente della cooperativa sta scrivendo una specie di memoria storica di tutti i vari passaggi, che non sono stati semplici perchè ci si è inventati da zero, con tutte le varie difficoltà inerenti all' edilizia, per quanto riguarda Roma abbiamo una serie di personaggi, che io chiamo veri "IMPERATORI DE ROMA", quelli che veramente comandano a Roma da sempre, che sono i vari palazzinari, Caltagirone, Mezzaroma.
Tutto quello che ha fatto Walter a Roma, lo ha fatto solo ed esclusivamente grazie a questi personaggi.
Se voi date un occhiata al piano regolatore romano si vede che questi stanno costruendo dappertutto, case private soltanto.
Per altro noi siamo convinti che a breve arriverà un momento di crisi per questi personaggi perchè tutte queste case a questi prezzi assurdi non se le comprerà più nessuno ed a quel punto arriveremo noi e "SE LE OCUPEREMO".
Una delle battaglie grosse che noi facciamo e proprio quella per cui si deve ricominciare a costruire case popolari e che si deve smettere di venderle, speculatori di quartiere in genere, che vengano da Dubai o dal quartiere accanto al mio, è gente che ha solo i propri interessi e basta.
Dove c' è la capacità di fare delle battaglie, forse ci sono degli elementi per vincerle.
Il comune di Roma di contro ha avuto anche un pò di immagine, perchè i nostri progetti sono legati anche alla bioedilizia.
Nella prima fase noi abbiamo avuto una difficoltà incredibile a spiegare alla gente che cosa significa autorecupero, che cos' è una cooperativa di autorecupero, che cosa comporta aprire un mutuo.
Noi ci siamo trovati ad avere a che fare con i tassi di interessi delle banche, con i BUR, ossia il costo dei materiali e delle lavorazioni che cambia di mese in mese.
La differenza ad esempio rispetto alla casa popolare che abbiamo a Roma è il costo : a Roma la 431 lega l' affitto al reddito e quindi c' è gente che paga 16/20 euro di affitto, mentre le nostre ristrutturazioni con mutuo e via discorrendo arrivano anche 200 euro.
Ma in una città dove comunque una casa di 60 mq costa 1.500/2.000 euro al mese, pagarne 200 è una svolta.
Un' altra delle difficoltà che ci siamo trovati ad affrontare è stata quella del "E CHI NON PAGA?".
In una fase storica come questa, dove il lavoro se c' è è precario non è sempre facile far fronte ad un affitto mensile.
Una volta fatti i progetti, i computi metrici si capisce indicativamente quale sarà il costo del mutuo, che si paga al posto dell' affitto, questo è lo scomputo.
Il meccanismo che noi abbiamo trovato per autotutelarci si basa, visto i tempi lunghi, sul fatto di cominciare a pagare un anno prima, quindi ogni socio della cooperativa, futuro assegnatario, deve aver messo da parte un anno di mutuo già pagato, e questi sono soldi del singolo assegnatario che, in virtù ad esempio di una difficoltà economica, può decidere di attingere da questi soldi e poi magari li rimette quando avrà la possibilità.
Domanda di Gaia : " Una delle domande che ci viene sempre fatta parlando di autorecupero è : come il lavoro investito in un progetto viene detratto dal mutuo d' affitto?". In primis c è un computo metrico che definisce tutti i costi, e la prima divisione di questo computo metrico è rispetto alle competenze del proprietario, il comune di Roma, e competenze della cooperativa, che sono i costi della ristrutturazione.
A questo punto noi avevamo pensato ad una cooperativa di lavoratori, ma ci mancavao alcune figure essenziali ed abbiamo avuto una serie di difficoltà ed alla fine abbiamo optato per una ditta.
Domanda di Nino Rocca "Noi abbiamo aperto un tavolo tecnico con il Comune di Palermo dove abbiamo anche parlato della questione dell' autorecupero, ma uno dei problemi è quello del bando pubblico per l' assegnazione del progetto di autorecupero, per evitare che venga assegnato ad una cooperativa diversa rispetto a quella che ha portato avanti per anni le lotte?". Noi abbiamo utilizzato un meccanismo basato sull' anzianità di esperienza come cooperativa di autorecupero in città, c' eravamo solo noi e chiaramente il progetto è stato affidato a noi.
Un altro elemento che però avevamo in mente di usare era quello, grazie al fatto che in questi posti ci vivevamo da anni ed avevamo le residenze, di far vincere chi aveva più soci con la residenza dentro il posto occupato.
La legge dell' autorecupero prevede che le cooperative che partecipano abbiano come finalità esclusiva quella dell' autorecupero.
Noi eravamo partiti con una cooperativa che potesse far tutto, dal catering alle feste, ed invece ci siamo trovati di fronte a sta legge che giustamente dice questa cosa.
Un aspetto negativo di questa legge è che non prevede garanzia sul mutuo, che invece la delibera comunale prevedeva.
L' elemento cardine deve essere l' emergenza abitativa, per cui lo vincoli l' autorecupero, perchè in Nord-Europa l' autorecupero è una cosa per ricchi, per cui il salto di qualità che noi volevamo fare era proprio quello legato alla possibilità anche degli ultimi di accedere a delle cose belle.
Chiaramente è una sfida.
Per quanto riguarda la questione delle battaglie differenziate rispetto ai ceti volevo dire che a Roma abbiamo un sacco di fuori sede, un sacco di gente che ha molte difficoltà dal punto di vista abitativo, però ci scontriamo con le cosiddette battaglie sui bisogni, che hanno moltissimi limiti.
Se non ci sta il pepe al culo, i rapporti di forza non si creano.
Tutti parlano di precariato, ma i precari non si muovono perchè in un modo o nell' altro il precariato diventa anche ammortizzatore sociale, per cui non sto senza mangiare sempre, ogni tanto si ed ogni tanto no, è chi sta sempre senza mangiare che fa la lotta, che arriva al conflitto.
C' è in atto una proposta per fare una legge nazionale sull' autorecupero, a cui ci si possa rifare tutti quanti ad una legge già esistente.
Inoltre con l' eliminazione della obbligatorietà della leva, gli spazi di cui ha bisogno l' esercito sono diminuiti, sulle quali si potrebbe fare un ragionamento serio.