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Workshop: La riforma del mercato del lavoro
Di nuovo in piazza del Campidoglio![]() In una piazza del Campidoglio spazzata da un vento poloare migliaia di manifestanti si sono fatti sentire per protestare contro l'ignobile sgombero di sabato scorso alla Montagnola quando 200 famiglie sono state cacciate dalla Polizia da uno stabile vuoto appena occupato per ripararsi dal freddo di questi giorni. E' stata un pagina nera e vergognosa per l'amministrazione e le "forze dell'ordine" di questa città. Una bella risposta di civiltà l'hanno invece data i cittadini e le cittadine della Montagnola che hanno rifornito per tutta la giornata con te caldo e caffè il presidio degli occupanti. NESSUN GIOCO SULLE NOSTRE VITE MARTEDI’ 14 FEBBRAIO ORE 16.00 MANIFESTAZIONE in CampidoglioDomani Alemanno si recherà dal Premier Monti per affrontare la controversa questione della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020. Lo farà, però, da Sindaco di una città che la sua medaglia d’oro l’ha già vinta: è quella dell’emergenza abitativa, della precarietà, degli sfratti, della cementificazione, ed ora degli sgomberi.
Non possiamo rimuovere facilmente quello che è accaduto sabato scorso, con centinaia di famiglie sgomberate da un palazzo vuoto ed abbandonato nel quartiere Montagnola (via Adolfo Ravà), mentre imperversava il maltempo, il freddo, la neve. Evidentemente i sondaggi d’opinione ed il calore dei salotti buoni dove si disegna il futuro della Roma Olimpica, distolgono le autorità che governano questa città dai problemi reali delle persone comuni, proprio come quelli delle 200 famiglie che si erano rifugiate nell’immobile di proprietà dell’INARCASSA (istituto previdenziale che tra l'altro sta creando non pochi problemi agli inquilini residenti negli immobili di sua proprietà con aumenti d'affitto insostenibili), autorganizzandosi per affrontare l’emergenza che tutti, fino a qualche ora fa, avevano sulla bocca.
Non è un problema di legalità, ma di dignità.
La Roma che abbiamo oggi sotto gli occhi, non è soltanto una città in cui ci si spara un giorno si e l’altro pure, è una metropoli con enormi contraddizioni e problemi. 40.000 persone sono da anni in attesa di una casa popolare e tante altre neppure tentano più la lotteria della domanda.
Più di 200.000 persone vivono in condizioni di precarietà o di vera e propria emergenza abitativa. Poi la strage quotidiana degli sfratti, dei pignoramenti, le cartoline che ci giungono da ogni angolo e che mostrano una città dove in ogni anfratto c’è una tenda, una baracca, in ogni quartiere si può toccare con mano una realtà fatta di sovraffollamento e di situazioni di coabitazione forzata; di inquilini di enti una volta pubblici a cui vengono triplicati gli affitti o ai quali vengono vendute, d’un colpo, le case che hanno abitato per una vita (N.B. senza che se le possano comprare).
Ma evidentemente queste ed altre questioni, sono a tutti note. Quello che è importante capire, una volta per tutte, è qual è il modello che ci viene proposto. Il messaggio che abbiamo ricevuto in questi giorni è quello di un governo della città che si presenta come un Robin Hood alla rovescia: togliere a chi già non ha, per dare tutto ed ancora di più, ai soliti noti. Rubare ai poveri per dare ai ricchi. Usare il manganello al posto delle necessarie soluzioni.
Per queste ragioni intendiamo chiedere al Sindaco Alemanno se ha intenzione, come ha fatto per le Olimpiadi, di fissare un incontro col Premier Monti in cui discutere ed affrontare il problema della casa e dell’emergenza abitativa.
Non solo è necessario realizzare subito una moratoria degli sfratti e delle vendite del patrimonio pubblico e degli enti previdenziali, è necessario mettere in campo nel giro di pochi mesi un vero e proprio PIANO STRAORDINARIO PER L’EMERGENZA ABITATIVA.
Pensiamo che il governo debba dire chiaramente se intende, con la stessa rapidità con cui ci ha costretto a rimanere a lavoro per l’intero ciclo della nostra esistenza e con la quale ci sta condannando alla precarietà eterna, se ha intenzione di mettere in campo finanziamenti, aree, strutture (a partire dalle caserme dismesse), procedure accelerate e d’urgenza.
Lo faremo domani pomeriggio nell’incontro con il Sindaco fissato per le ore 18.00
Già annunciando che rilanceremo nelle successive settimane la mobilitazione, finché non avremo riconquistato il diritto alla casa e all’abitare che i Re di Roma ed i loro difensori, ci vogliono ancora una volta rubare.
Movimenti per il Diritto all’Abitare
Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa
Blocchi Precari Metropolitani
Comitato Obiettivo CasaOccupazione e sgombero sotto la neve ed il gelo alla MontagnolaL'occupazione è stata sgomberata nonostante le neve ed il gelo, al termine di una giornata incredibile dove è successo tutto ed il peggio di tutto, con compagni/e invitati ad una trattativa e poi trattenuti in commissariato per ore prima di essere rilasciati e poter raggiungere il corteo dei senza casa che nel frattempo era arrviato alla occupazione di via del casale de merode.
Lanciamo una manifestazione in Campidoglio per Martedì prossimo (14/2) alle ore 16.00 in concomitanza con l'incontro con il Sindaco Alemanno, nel frattempo fissato grazie ancora una volta alla determinazione dei movimenti per il diritto all'abitare e dei senza casa della città.
La gravità di quello che sta accadendo non sfugge a nessuno, quindi non molliamo, riprendiamoci tutto quello che ci spetta ed ancora di più.
Duecento famiglie occupano un palazzo. Catarci (Sel): "Quartiere militarizzato" Si è conclusa intorno alle 19.30 l'occupazione dello stabile in via Adolfo Ravà, dopo l'intervento delle Forze dell'ordine. Gli occupanti manifestano contro il sindaco che avrebbe rinviato gli incontri già programmati giustificandosi con l'emergenza maltempo. Il mini sindaco: ""Chi si sta prendendo la grande responsabilità di fare questo sgombero?"Alla fine l'occupazione è stata interrotta e le 200 famiglie che questa mattina avevano occupato uno stabile in via Adolfo Ravà sono state cacciate. Le forze dell'ordine, come disposto dal Questore, hanno fatto irruzione alla Montagnola intorno alle 14.30. Secondo il Coordinamento di Lotta per la Casa una delegazione è stata "sequestrata" in commissariato mentre gli altri manifestanti si sono mossi in corteo verso il casale De Merode per un'assemblea pubblica.Intorno alle 20.30, si apprende sempre dal movimento, la delegazione è stata rilasciata. AGGHIACCIATI DALLE SPECULAZIONI E DALL’EMERGENZA ABITATIVAOggi 11 Febbraio 2012, il grande freddo si è unito alla esasperazione ed alla rabbia: abbiamo deciso di mettere fine alla situazione di emergenza abitativa in cui da troppo tempo siamo costretti a vivere; abbiamo occupato uno dei tanti palazzi vuoti della città, abbandonati a se stessi, pronti per l’ennesima speculazione.
Siamo circa 200 nuclei familiari, le nostre storie sono diverse ma simili: sfratti, situazioni di coabitazione forzata, pignoramenti, proprietari che ti fanno la lastra e sei fortunato ti consegnano le chiavi di una casa che costa sempre troppo per le tue tasche impoverite e precarie. Esistenze spese, mese dopo mese, giorno dopo giorno, ad attendere il toc toc di un ufficiale giudiziario oppure semplicemente a mettere insieme
i soldi necessari a rincorrere un padrone di casa esigente e fiscale, insieme ad una valanga di bollette, ai ticket sanitari, alle spese per i trasporti, alle tasse che ogni volta, incuranti della crisi, continuano ad aumentare.
Del resto diverse ma simili sono anche le sorti dei tantissimi immobili vuoti della città. Situazioni di abbandono, oppure di transito verso le vecchie e le nuove frontiere della speculazione: affitti a pubbliche amministrazioni (che nel frattempo s –vendono il proprio patrimonio); fondi immobiliari per moltiplicare artificialmente le rendite; attesa di un cambio di destinazione d’uso che di sindaco in sindaco certamente arriverà permettendo di realizzare altri alloggi da 3 – 4000 euro a metro quadro e quindi altre case private che andranno a rafforzare il primato di una Roma Capitale degli appartamenti vuoti e dell’emergenza abitativa, del cemento e dell’assenza di politiche per il diritto alla casa.
Veniamo da diversi quartieri di Roma, da diversi paesi del mondo, ci ha unito il bisogno ma anche la voglia di lottare, di essere, insieme, più forti arginando solitudine e divisioni, uscendo dai mille ricatti ai quali ci costringono, rompendo il silenzio.
Anche noi, come molte altre persone che in questa città occupano e vivono in situazioni di emergenza abbiamo atteso in questi giorni invano che il sindaco ci incontrasse; anche questa volta la nostra speranza è stata tradita e quindi abbiamo “trovato asilo” , abbiamo occupato un immobile vuoto nell’11° Municipio di Roma, di proprietà dell’INARCASSA, fra i big dell’approfittamento che continua a speculare sulla pelle dei “propri” inquilini già da tempo resistenti ed in mobilitazione.
In queste condizioni non potevamo attendere oltre ed ora siamo qui, il ghiaccio delle sofferenze quotidiane e della paura si comincia a sciogliere, non torneremo indietro a mani vuote, vogliamo la realizzazione - subito – di un piano straordinario per l’emergenza abitativa, vogliamo una casa popolare per dare certezza al nostro presente ed da cui ripartire per costruire un futuro diverso dai sacrifici che avete previsto per noi.
Invitiamo invece i cittadini di questa città costretta al coprifuoco a raggiungerci, a costruire con noi cooperazione e complicità.
Alemanno, Monti, state certi, non molleremo
Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa
Occupata l'Agenzia del Demanio di Roma
Centinaia di occupanti del Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa hanno occupato questa mattina la Direzione Generale dell'Agenzia del Demanio di Roma a Via Barberini 38 per richiedere chiarezza e contrastare la vendita all'asta delle caserme dismesse a Roma.
Soprattutto per quanto riguarda la ex caserma dell'Aeronautica di Via del Porto Fluviale, 12 occupata da 8 anni da un centinaio di nuclei familiari in emergenza abitativa e che non si vuol lasciar cadere nelle mani degli speculatori palazzinari di Roma ma di cui se ne pretende un utilizzo sociale. Nel file audio il resoconto della giornata ![]() ![]() ![]() Giornata di lotta di occupanti e autorecuperanti per un altro piano casa30 gennaio 2012 Roma, sit-in al Campidoglio contro le speculazioni edilizie Alcune centinaia di persone manifestano per il diritto alla casa in piazza del Campidoglio, mentre è in corso l'assemblea della Giunta capitolina. Assedio degli occupanti e cori contro il sindaco Alemanno. Uno striscione firmato dal comitato del Quarticciolo recita: "Contro le speculazioni autorecupero" ![]() Rassegna stampa: Repubblica - Incatenati al Marc Aurelio i senza casa in Campidoglio Corriere della Sera - Piano casa scopppia la protesta Incatenati in Campidoglio Paese Sera - Piano Casa, sit in dei movimenti: serve piano straordinario Protesta contro il Piano casa in Campidoglio: "Occupiamo tutto"
Tensioni tra polizia e manifestanti che urlano: "Occupiamo tutto" e "Incontro". Poi una delegazione è stata ricevuta in Campidoglio: il 30 gennaio un tavolo per "individuare un commissario che risolva l'emergenza abitativa". Un attivista: "La nostra rabbia ha colto nel segno". Alzetta (Action): "Il Piano Casa permette la svendita della città". Peciola (Sel): "Serve piano straordinario a tutela del diritto di abitare" DI SANTO IANNO' Iniziano a lasciare piazza del Campidoglio i manifestanti dei movimenti della casa. "Torneremò lunedì con una nuova mobilitazione in vista dell'incontro con la vicesindaco che aprirà la strada a quello con il sindaco Alemanno", dicono i rappresentanti dei movimenti I MOTIVI DELLA PROTESTA - Il Piano casa, approvato dalla Regione e che oggi pomeriggio sara' discusso dall'aula Giulio Cesare, non piace al "Movimento per il diritto all'abitare", che lo definisce un nuovo regalo per i costruttori. E non risolve l'emergenza abitativa a Roma. Per questo gli attivisti hanno provato a entrare in Campidoglio per incontrare il sindaco Gianni Alemanno e chiedere di apportare delle modifiche al progetto. L'unica risposta e' arrivata dai manganelli delle forze dell'ordine, che hanno respinto i manifestanti che tentavano di forzare il cordone in difesa dell'ingresso del Campidoglio. "E' una nuova aggressione del cemento sul nostro territorio - spiega un ragazzo - perche' non si mette al centro il problema della casa. Per questo chiediamo al sindaco di aprire un tavolo con il governo per dare risposte a un'emergenza che non puo' più aspettare". La preoccupazione del movimento e' che il Piano casa venga visto dai Comuni indebitati come la possibilità' per far cassa. "Emerge anche un altro aspetto - afferma Paolo Di Vetta del Movimento per la casa -: e' lo stretto legame tra politica e costruttori, che in periodo di campagna elettorale hanno sempre dato il loro sostegno ai partiti. E' chiaro che chiedono qualcosa in cambio". La contropartita e' l'aumento delle cubature. Nel piano, infatti, sono previsti dei premi di costruzione per il privato che chiede il cambio di destinazione d'uso per i propri stabili. Un vantaggio che si traduce con la possibilità' di aumentare del 30 per cento le cubature. E per il Comune rappresenta un'entrata maggiore di oneri concessori. Altro punto critico e' la "facilitazione procedurale". "Con questa dicitura - aggiunge Di Vetta - significa che si potrà costruire anche in aree vincolate. Basta pagare di più o dare all'amministrazione qualche appartamento per l'edilizia residenziale". Capitolo dismissione patrimonio pubblico. Per i manifestanti va bloccata e ripensata per risolvere l'emergenza. "Con una caserma o un deposito Atac - afferma un'attivista - si possono aiutare molte famiglie, senza il bisogno di accontentarsi di qualche appartamento concesso in cambio dai privati". Una delegazione e' stata anche ricevuta dal capo di segreteria del sindaco, ma il movimento non si accontenta e continua a chiedere un incontro con il primo cittadino. "Altrimenti - conclude Di Vetta - saremo costretti ad occupare piazza del Campidoglio per far sentire la nostra voce". POLIZIA IN TENUTA ANTI-SOMMOSSA - Nel frattempo è stato bloccato l'accesso a piazza del Campidoglio e al palazzo Senatorio, davanti al quale è in corso la manifestazione non autorizzata dei movimenti per l'abitare "contro il Piano casa che sará discusso oggi in Consiglio comunale". Le forze dell'ordine sono schierate in tenute antisommossa sulla scalinata del palazzo del Campidoglio. I manifestanti urlano: "Occupiamo tutto" e "Incontro". RICEVUTA UNA DELEGAZIONE DI MANIFESTANTI - Il capo segreteria del sindaco Alemanno, Antonio Lucarelli, ha incontrato una delegazione dei movimenti per la casa. Le parti si sono accordate per rivedersi il prossimo 30 gennaio in un tavolo al quale prenderanno parte il vicesindaco, Sveva Belviso, e l’assessore alla Casa, Alfredo Antoniozzi. In questa occasione, i Movimenti presenteranno un elenco di proposte che verranno sottoposte al Sindaco con la richiesta che il Primo Cittadino le possa portare all’attenzione del Governo. L'incontro di oggi apre uno spiraglio. L'amministrazione è in difficoltà sulle abitazioni. Siamo stati chiari e abbiamo detto che o arrivano case o ci saranno incidenti in questa città". Così Paolo Divetta, dei movimenti per la casa al termine dell'incontro in Campidoglio. "La nostra rabbia ha colto nel segno - ha proseguito - Abbiamo detto che o il Comune riesce a fare qualcosa con il Governo o si troverà di fronte decine di altre occupazioni e manifestazioni come oggi". I rappresentanti dei movimenti per l'abitare hanno aggiunto che: "Lunedì alle 16 ci sarà un incontro con il vicesindaco e l'assessore alla casa che servirà per preparare l'incontro con il sindaco". In piazza del Campidoglio ci sono ancora circa 300 manifestanti. ALEMANNO - "Con il piano casa della Regione Lazio finalmente possiamo smaltire un po' di burocrazia, e sbloccare molte procedure che oggi sono ferme" ha detto il sindaco Gianni Alemanno, durante l'assemblea elettiva di Federalazio che si è tenuta presso la sede di Unicredit Banca all'Eur. LA POLITICA - iL Piano Casa "permette di svendere la città - denuncia Andrea Alzetta, presidente Roma in Action all'Assemblea Capitolina - Un piano che non parla di case per le famiglie bisognose, né di affitti calmierati cose di cui Roma ha bisogno; ma prevede costruzioni, demolizioni ed ampliamenti, speculazioni su tutto il territorio in barba a vincoli, verde e città storica. E di questo la città non ha bisogno. Saranno dimesse le attività produttive per favorire la rendita con una diminuzione di posti di lavoro ed un conseguente impoverimento sociale - aggiunge - E' la crisi che alimenta se stessa ed è l'esatto contrario che un provvedimento teso al sociale e alla crescita dovrebbe fare. Le compravendite e la facilita' di guadagno permetterà l'ingresso di denaro illecito e Roma diventerà una lavatrice per le mafie di tutta italia e non solo". "Il sindaco Alemanno e la Giunta capitolina ascoltino le richieste e le proposte dei movimenti per il diritto all’abitare" ha detto il consigliere provinciale Gianluca Peciola. "Roma ha già concesso troppo alla rendita e alla speculazione, assegnando all’edilizia residenziale pubblica percentuali che non soddisfano un’emergenza abitativa sempre più crescente. Sono circa 50mila le famiglia senza casa e 7mila le persone a rischio sfratto nella nostra città - ha contiuato Peciola - con l’amministrazione capitolina di centrodestra sono già stati previsti aumentati del 27% delle cubature da destinare a edilizia residenziale privata. Il Piano casa della Regione consentirebbe un’ulteriore espansione urbanistica anche in aree protette e sottoposte a vincoli ambientali. Sono state perse troppe occasioni, a partire dalla delibera sulle caserme dimesse, che destina solo il 10% all’edilizia pubblica. Dal Campidoglio ci aspettiamo ora un piano di intervento straordinario nell’interesse dei cittadini e per la tutela del diritto all’abitare”. Contraria al Piano Casa anche la consigliera capitolina Gemma Azuni, presidente del Gruppo Misto (Sel): "Chiederò la preservazione totale della città storica, la tutela degli edifici compresi nella Carta della Qualità, la garanzia della qualità architettonica per gli interventi di housing sociale, la dislocazione di questi su tutto il territorio comunale al fine di garantire adeguate condizioni di vita a chi attualmente è in condizione di grave disagio sociale. Gli incentivi volumetrici previsti, se applicati, concorreranno in maniera determinante a snaturare l'aspetto di territori già urbanizzati stravolgendo completamente la struttura già labile del Prg vigente. La vivibilità infatti, delle zone urbanizzate, allo stato attuale, è irrimediabilmente compromessa dalla strutturale carenza di infrastrutture e servizi pubblici. Una città al collasso". "L’utilizzo di strutture dismesse o inutilizzate, quali caserme, rimesse Atac e presidi sanitari costituiscono un’occasione imperdibile per riprogettare un tessuto urbano da destinare ad interventi a favore di chi, da anni, aspetta un alloggio comunale o per creare servizi socio-culturali per la collettività. Mi batterò affinchè Roma non subisca con questa legge una variante generale al Prg che premia l’edilizia privata, stravolge l’aspetto architettonico di quartieri nella città storica, non tutela aree protette e parchi regionali esautorando, tra l’altro, completamente l’Assemblea Capitolina da qualsiasi possibilità di intervento democratico a tutela della qualità della vita dei cittadini romani" conclude. |
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- DENTRO E OLTRE IL 15 OTTOBRE



Si è conclusa intorno alle 19.30 l'occupazione dello stabile in via Adolfo Ravà, dopo l'intervento delle Forze dell'ordine. Gli occupanti manifestano contro il sindaco che avrebbe rinviato gli incontri già programmati giustificandosi con l'emergenza maltempo. Il mini sindaco: ""Chi si sta prendendo la grande responsabilità di fare questo sgombero?"




