Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Iniziative

RIGENERAZIONE CONTRO RENDITA

L'esperienza di PORTO FLUVIALE nasce il 2 Giugno del 2003, quando centinaia di famiglie in situazione di emergenza abitativa occupano gli ex magazzini dell'areonautica militare da tempo abbandonati al degrado.

Da allora ad oggi un fiume di vita ha attraversato ed animato questo spazio con decine di bambini nati e cresciuti nell'intreccio di culture diverse, in uno spirito di condivisione. Molte cose sono anche cambiate: oltre 70 alloggi sono stati autonomamente autorecuperati, grazie all'impegno degli occupanti lo stabile di porto fluviale è stato trasferito come bene dallo stato al Comune di Roma, ma soprattutto è divenuto un presidio di aggregazione socialità e cultura prezioso e conosciuto nella città e nel mondo, non solo per la meravigliosa opera di street art di BLU, ma anche per le tantissime attività e reti presenti: dalla Circofficina, alla ciclofficina, al laboratorio di arte orafa, alla sartoria autogestita, alla sala da the, ai corsi di lingue. In un quartiere trasformato dalla speculazione in un “non luogo” del divertimento di mercato, Porto Fluviale è divenuto un prezioso luogo di incontro e di condivisione per gli abitanti del quartiere, si è affermato come esempio di rigenerazione dal basso in una città sempre più affamata di diritti come di relazioni sociali. Ma se questo è chiaro a tutt@ gli abitanti della città, non è chiaro al sindaco Raggi, che ignora l'esperienza di Porto Fluviale e con cecità porta avanti la “linea della legalità” , quella a senso unico contro i poveri e la città di sotto e mentre paventa altri sgomberi dopo i disastri di Cinecittà e Piazza Indipendenza, spalanca la porta agli speculatori con la colata di cemento ed il regalo di piazza dei Navigatori. E' ora di dire basta e di determinare un percorso che porti al recupero ed alla valorizzazione dell'esperienza di Porto Fluviale, come di tutte le esperienze di rigenerazione dal basso cresciute, come fiori nel deserto all'ombra del ''eterno” cemento di questa città.

Per queste ragioni invitiamo tutti e tutte il 6 aprile a ragionare in una assemblea pubblica di come praticare insieme il diritto all'abitare e il diritto alla città.
Con noi per l'occasione:
Giorgio de Finis, antropologo e curatore del MAAM Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz_città meticcia
- Roberto De Angelis, antropologo e docente di Sociologia Urbana presso l'Università La Sapienza
 
 

NON CI FAREMO DIVIDERE: INSIEME IN CORTEO DA PIAZZA ESQUILINO SABATO 26 AGOSTO ORE 16.00

In un clima di tensione innalzato alle stelle dai gravi fatti di Barcellona, Prefettura e Campidoglio sotto l’egida del Ministero dell’Interno, scelgono di gettare altra benzina sul fuoco. Inseguendo la pancia del paese (almeno per come viene rappresentata dai più “potenti” mezzi di informazione), si vuole mostrare all’opinione pubblica il pugno duro del governo.

Peccato che lo si faccia contro il nemico sbagliato: poveri, migranti e rifugiati. Il risultato, dopo gli sgomberi di via Quintavalle e di via Curtatone, sono centinaia di persone accampate in zone nevralgiche della città, decine di donne, uomini e bambini costretti a vivere all’addiaccio in piazza Indipendenza e in piazza SS Apostoli. Un'operazione ancora più odiosa se si considera che i nuclei familiari di queste due realtà erano inseriti all'interno di quella Delibera Regionale per l'Emergenza Abitativa che il Campidoglio ancora oggi rifiuta di attuare, nonostante i fondi messi a disposizione dalla Regione Lazio. Nelle scorse ore appreso la notizia dell’apertura di un tavolo permanente fra una rappresentanza degli sgomberati di via Curtatone e l’assessore alle Politiche Sociali Laura Baldassarre.

Non vorremmo che si trattasse di una iniziativa del Campidoglio volta soltanto a far desistere e separare la tenace comunità dei rifugiati, visto che si continua a parlare di soluzioni diversificate fra le persone che condividono questa tragica situazione e soprattutto di “attenzione” verso le cosiddette situazioni di fragilità sociali (anziani, invalidi, donne con minori ecc). Soluzioni come case famiglia e centri di accoglienza che, peraltro, sono di carattere temporaneo e ben lontane dall'essere abitative in senso proprio. Al netto di queste considerazioni, prima di tutto ci chiediamo se, secondo Raggi e Baldassarre, tutte le persone che occupano un immobile per necessità e che sgomberati si accampano perché non hanno alternative non siano da considerarsi tutte e tutti fragili socialmente. Come altro definirli infatti?

Ci chiediamo inoltre quale sia il gioco dell'amministrazione nella gestione degli sgomberi. Inoltre, alle famiglie di Cinecittà ancora accampate presso la Basilica di Ss. Apostoli non è stato offerto alcun tavolo né spiraglio di interlocuzione. Ci chiediamo pertanto, e chiediamo alle istituzioni che governano questa città, fino a che punto siano disponibili a portare avanti questa folle corsa contro un muro in nome di una legalità totalmente priva di giustizia sociale, sensatezza e umanità. Siamo ancora in tempo per convocare le istituzioni competenti e le forze sociali coinvolte, per costruire una strada ed un percorso comune e serio, prima che la città divenga una immensa tendopoli, prima che la città venga caricata di nuove pesanti ed insensate tensioni, e si trasformi nel campo di un vero e proprio genocidio sociale dei poveri e dei migranti. 


Movimento per il Diritto all'Abitare

ASSEMBLEA CITTADINA - Solo le lotte possono rimettere in movimento Roma

Roma è ogni giorno sempre più umiliata, colpita al cuore. Una città stretta in una morsa: da un lato una sicurezza che viene agita  sempre più pesantemente come controllo, militarizzazione, chiusura degli spazi di libertà e di movimento; dall’altro l’incuria, l’abbandono, la povertà in cui sprofonda una parte sempre più grande della popolazione. Da una parte il governo Gentiloni – Minniti – Renzi con il suo saccheggio e l’involuzione autoritaria che imprimono al paese. Dall’altra la Giunta Raggi con la sua incapacità di affrontare i problemi della città, con la sua distanza dalla città vera che soffre, si attiva, spera. Due parti che appaiono contrapposte per interesse politico, ma che si toccano in più punti fino a sembrare per certi versi sovrapposte: lo strapotere dei poteri forti -  della finanza e del cemento in particolare -, l’odio per i settori popolari delle periferie, come per i migranti e per i rifugiati, una visione della legalità a senso unico che favorisce solo e soltanto i potenti, diventando radicalmente contrapposta alla giustizia sociale.
 
Una convergenza che si tocca con mano nelle retate e nella caccia al migrante, nella “guerra fra poveri e contro i poveri che viene alimentata ad arte nelle periferie”, negli sgomberi e negli sfratti come unica risposta all’emergenza abitativa e al disagio sociale, nelle ristrutturazioni a tutto vantaggio dei padroni e quindi delle nuove ondate di licenziamenti che coinvolgono diverse realtà produttive da Almaviva, a Tim, all’Alitalia fino all’ACI Informatica ed oltre; tutto questo unito al nuovo assalto all’oro della città, al suo territorio ed alle sue risorse, di cui la manovra di recente avallata con la dichiarazione di interesse pubblico per il nuovo stadio, con la sua colata di cemento su Tor di Valle, rischia di essere soltanto l’’apripista.
 
Di fronte a tutto questo, è necessario riprendere e sviluppare un ragionamento comune e costruire in città una presenza sempre più attiva, conflittuale, anche nella diversità collegata, in grado di colpire insieme quando necessario, ma soprattutto capace di sviluppare una visione radicalmente alternativa della città, di costruirla e strapparla giorno dopo giorno, con indipendenza e autonomia di pensiero ed azione. Per questo proponiamo a tutti, di discutere insieme Venerdì prossimo nella simbolica occupazione di Porto Fluviale.  
A Porto Fluviale perché non dalle parole, ma dalle esperienze concrete si può immaginare di conquistare una città ed un presente diverso, fatto di rigenerazione urbana, meticciato, sicurezze sociali e nuovi diritti.  Il giorno 16 Giugno perché giornata di sciopero generale  e lotta dei lavoratori del settore della logistica e dei trasporti indetto da diverse sigle del sindacalismo conflittuale e di base a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici Alitalia. In questo momento perché da qui all’estate si giocheranno diverse difficili partite.
 
Non ultima quella sull’emergenza abitativa, sempre appesa fra possibili sgomberi e possibili vittorie: con la Raggi che tiene in vita la famigerata delibera n. 50 dell’ex commissario Tronca insieme all’applicazione dell’art. 5 che nega utenze e residenze a chi occupa ..bambini e bambine comprese. Con una nuova delibera regionale che stanzia invece circa 30 mln di euro a favore di Roma Capitale e che quindi mette la Giunta capitolina nella condizione di dover - definitivamente - scegliere se applicare il programma straordinario per l’emergenza abitativa della regione prendendo la strada delle soluzioni, oppure continuare a schierarsi a fianco di Minniti, optando per affrontare il problema della casa in termini polizieschi e di  ordine pubblico.
 
VENERDI’ 16 GIUGNO
Alle ORE 17,30  AL PORTO
ASSEMBLEA CITTADINA
 
(via del Porto Fluviale, 12 - zona Ostiense)






Roma sotto sorveglianza speciale? ASSEMBLEA CITTADINA SULLA PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO

Gli interventi urgenti in materia di immigrazione e di sicurezza urbana varati nel Consiglio dei ministri di venerdì 10 febbraio 2017, stanno per determinare nuovi scenari, nuove funzioni e nuovi ruoli nella gestione delle città.
14 sezioni specializzate in materia di immigrazione, un nuovo modello processuale che riduce da 6 a 4 mesi il procedimento per le richieste dello status di rifugiato ed esclude il ricorso in appello accettando solo il reclamo direttamente in Cassazione, un’accelerazione delle procedure di identificazione ed espulsione con il potenziamento della rete dei centri di detenzione che divengono CPR (centri di permanenza e rimpatrio). Queste le misure che intendono produrre una stretta sui flussi migratori ed inasprire le modalità di accoglienza nel nostro paese. Un omaggio chiaro alle derive xenofobe e securitarie che stanno avanzando pericolosamente in Europa.


Non è per niente sorprendente che nella stessa giornata Palazzo Chigi e il premier Gentiloni abbiano voluto introdurre anche le disposizioni urgenti per la tutela della sicurezza delle città. Un decreto legge che predispone un patto tra enti locali e prefetture teso a rafforzare la cooperazione nei dispositivi di sorveglianza e controllo, anche in relazione con il rafforzamento del ruolo dei sindaci. Il provvedimento interviene di autorità dentro la crisi economica e il disagio sociale inasprendo sanzioni amministrative, divieti di frequentazione di aree urbane e di dimora, avvisi orali e misure di prevenzione e sorveglianza per soggetti anche solamente sospettati di procurare particolare allarme sociale.
Questi dispositivi trovano una forte cassa di risonanza nei grandi media, protesi a costruire consenso attorno alla figura del ministro Minniti, sia per le sue proposte sui migranti (ridefinizione dei CIE e accelerazione delle procedure di rimpatrio), che per le misure sulla sicurezza urbana. L’inquietudine che serpeggia nel paese sta cercando una valvola di sfogo e molti vogliono offrirla con parole d’ordine come “prima gli italiani” o “diritto alla legittima difesa” ed è per questo che il ministro dell’Interno sfonda sia nell’elettorato di Forza Italia che della Lega, trovando una legittimazione sia dentro un ceto sociale benestante e garantito, che nella pancia di periferie disorientate e ricattate economicamente.


La città meticcia e chi lotta per la difesa di diritti primari, la casa e un reddito prima di tutto, non può stare in silenzio. Non possiamo accettare una svolta securitaria di questa natura senza esprimere tutta la nostra distanza da misure che hanno il solo obiettivo di contenere e reprimere il disagio e il dissenso. Il patto tra sindaci e prefetti a cosa è finalizzato? Forse a rafforzare la polizia locale e la sinergia Campidoglio/Governo contro picchetti, blocchi stradali, cortei, occupazioni? Le procedure di sanzione e allontanamento da luoghi definiti della città, la flagranza differita come strumento intimidatorio, le misure di prevenzione verso ipotesi di possibili turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica, l’organizzazione e la gestione condivisa delle procedure di sgombero di immobili e alloggi occupati, sembrano essere le nuove priorità da garantire. Probabilmente per difendere i diritti dei soggetti proprietari, delle corporazioni e della rendita. Di quel mondo di sopra e anche un po’ di mezzo che ancora garantisce voti e consenso ad una classe politica squalificata.
Anche le scuole e le università, oltre che le piazze e i luoghi della socialità, sono obiettivi da colpire. I provvedimenti restrittivi anche nei confronti di minori e l’attenzione sull’attivismo studentesco sono segnali davvero inquietanti, anche se vengono mascherati da disposizioni legate all’abuso di alcool e stupefacenti. Così come associare writers e parcheggiatori nel giudizio sul degrado e sull’abuso, fa apparire i nostri governanti come una sorta di “Retake” dall’alto.
L’idea di ripulire la città e di riconsegnarla alla legalità con ogni mezzo, rischia di trasformare i sindaci in sceriffi e i prefetti in potestà. Tutto questo mentre Roma affonda e decine di migliaia di suoi abitanti non arrivano alla fine del mese e molti non lo iniziano proprio.


Per questo proponiamo un largo confronto pubblico sulla piazza del Campidoglio. Un confronto che sappia farsi ascoltare dall’attuale giunta e sappia respingere l’odiosa operazione nascosta nel decreto Minniti/Orlando. I poveri, vecchi e nuovi, i migranti, i giovani precari e disoccupati di questa città, gli studenti, reclamano ben altro che sussistenza e briciole che cadono da tavoli di trattativa sempre traballanti. Chiediamo un deciso cambio di rotta, un’inversione dello sguardo e della a marcia. Non è tollerabile che alla richiesta di welfare e diritti si risponda con il controllo sociale e la restrizione della libertà di movimento.


Ci vediamo giovedì 13 aprile alle ore 17 sulla piazza del Campidoglio e chiediamo alla città di non mancare!
Movimento per il diritto all’abitare

VENERDI' 24 FEBBRAIO ORE 17 A PIAZZA ESQUILINO ASSEMBLEA PUBBLICA

Il Movimento per il Diritto all'Abitare conferma l'assemblea pubblica prevista per domani - Venerdì 24 Febbraio 2017 – non più in piazza Indipendenza ma in piazza Esquilino.
 
Si è deciso, infatti, di non accettare l'ennesima provocazione e sfida della questura, che in caso di conferma della sede di piazza Indipendenza, aveva minacciato cariche ed arresti. Non si tratta di un passo indietro dei movimento, che ha preso questa decisione, guardando soprattutto alla necessità che la città si incontri, discuta e si raccolga attorno alla necessità di contrastare la politica, di sgomberi di occupazioni abitative e spazi sociali, insieme al pacchetto Minniti - Orlando. Ci troveremo quindi in tanti e tante, domani, per ragionare e discutere, per ricostruire insieme il quadro di una situazione complessa e difficile, per costruire percorsi concreti, campagne e mobilitazioni in grado di contrastare e rovesciare una deriva che vede la completa sostituzione di politiche redistribuzione della ricchezza e di welfare, con l'ordine pubblico e con provvedimenti restrittivi della libertà personale degli attivisti e più in generale di quella parte di popolazione che non può e non vuole allinearsi ed abbassare la testa. I pesanti provvedimenti che il governo Gentiloni (Renzi) si appresta ad approvare, infatti, spostano ancora risorse ed attenzioni verso la limitazione della libertà e dei diritti dei migranti e dei rifugiati, verso la loro reclusione ed espulsione e rappresentano il tentativo di fare di loro sempre più un capro espiatorio su cui scaricare una rabbia sociale diffusa e crescente. Battersi, oggi, contro il pacchetto Minniti e gli sgomberi vuol dire rifiutare provvedimenti che mirano a colpire le lotte sociali, a disciplinare, limitare ed aggredire le libertà di tutti, a togliere ancora soldi  da istruzione, salute, trasporti, case popolari, tutela del lavoro, per investirli su una presunta sicurezza che viene declinata soltanto in termini polizieschi; vuol dire rifiutare di cadere nella trappola di un conflitto orizzontale in cui la rabbia viene scaricata sui migranti o comunque su chi sta ancora peggio di noi. Le battaglie per migliorare le nostre condizioni di vita, per conquistare diritti  e per cambiare, devono necessariamente guardare e prendersela con chi al governo cerca di sopravvivere attaccato alla poltrona e di perpetuare le politiche di liberismo e distruzione sociale che subiamo da anni.
 
Responsabilità che oggi ricadono fortemente non solo sul governo centrale, ma anche sulle amministrazioni locali e sulla giunta Raggi, che invece di segnare una discontinuità nel governo della città, si sta allineando alle giunte precedenti, sulla scia degli interessi e dei poteri forti, della chiusura di spazi di aggregazione e attivismo, dell'esclusione sempre più forzosa e massiccia della città di sotto. Per questo invitiamo la città a partecipare all'assemblea di domani alle ore 17 a piazza Esquilino, certamente saremo già in grado di tracciare percorsi ed indicare mobilitazioni all'altezza delle sfide che abbiamo difronte.
 
 
 
Movimento per il Diritto all'Abitare 

Contro il disagio sociale chiediamo soluzioni non presidi di polizia!

Gli avvenimenti di queste ore che ancora una volta vedono una relazione profonda tra il disagio alloggiativo gestito in perenne emergenza e le inchieste giudiziarie. Ora tocca ai piani di zona, in futuro di cosa si occuperà la magistratura? Intanto però il movimento per il diritto all’abitare non ha mai smesso di lottare e di chiedere soluzioni socialmente valide, nonché le risorse necessarie per garantire un diritto primario come quello alla casa. Anche con l’iniziativa presso la sede Ater di Roma ha avuto il merito di produrre un passaggio che riteniamo importante e non eludibile con pantomime o con rinvii sine die.

L’incontro interistituzionale tra una delegazione del movimento e i rappresentanti di Regione, Comune e Ater, che si svolgerà giovedì 19 gennaio alle ore 11 in via Capitan Bavastro, deve essere il punto di partenza dell’applicazione della tanto attesa delibera regionale sull’emergenza abitativa, strappata dal movimento nel 2014 e di cui in tanti parlano, compreso il capo della polizia Gabrielli, ma che continua a rimanere inevasa. Nonostante il crescere degli sfratti, il gonfiarsi della graduatoria per un alloggio popolare, le numerose occupazioni per necessità e la mancata chiusura dei residence, dove ancora molte famiglie sono costrette a vivere.

La discontinuità tanto decantata rispetto alle precedenti amministrazioni non l’abbiamo ancora vista e quindi ci aspettiamo di cominciarla a vedere nell’incontro fissato per giovedì 19. Se questo non avviene , la delibera regionale continua a rimanere non utilizzata, e soprattutto non venga superata la delibera Tronca con un nuovo provvedimento della giunta comunale, i rischi di un inasprimento delle tensioni sociali non sarà difficile vederlo. Anche le dichiarazioni sulla necessità di un maggior controllo sulle periferie, nei confronti dei migranti e del disagio sociale, di cui parlano Minniti e Gabrielli, non ci fanno presagire grandi soluzioni all’orizzonte.

Dentro questo clima il rischio che fenomeni di intolleranza e xenofobia si moltiplichino e la guerra tra poveri, alimentata da forze politiche senza scrupoli e da mass media al servizio delle stesse, rappresenti il futuro prossimo con il quale fare i conti. Non sarà certo limitando la libertà di movimento o accelerando i processi securitari che si risolveranno i problemi. I presidi di polizia nelle periferie assomigliano tanto a delle gabbie, dalle quali bisogna guardarsi e non invocare.

Per questo giovedì 19 gennaio dalle ore 17 saremo davanti la sede della Prefettura in piazza Ss. Apostoli. Chiamiamo tutta la città ad essere con noi. Per ribadire al rappresentante di governo nella capitale di non essere indifferente e di essere parte attiva nel ridisegno delle politiche sociali e urbanistiche di Roma. Il lassismo e il continuo rinvio delle soluzioni non sono più accettabili, in piazza Ss. Apostoli prenderemo le decisioni su come proseguire la mobilitazione, tenendo conto dell’esito del tavolo della mattina e dell’atteggiamento della Prefettura. Anche su una questione spinosa come quella che riguarda i lavoratori e le lavoratrici Almaviva licenziati/e.

Siamo consapevoli del dramma che le famiglie coinvolte stanno vivendo. Come andranno avanti? Hanno un affitto o un mutuo da pagare, bollette che scadono, mangiare e vestirsi, curarsi. Con quale denaro faranno fronte a questa nuova situazione determinata da una proprietà arrogante e da processi speculativi e fondiari. L’area sulla quale sorge Almaviva a Casal Boccone è dentro alle vicende Mezzaroma/Monte Paschi di Siena e non è da escludere che ci siano diversi interessi in gioco dei quali tenere conto.

Il movimento per l’abitare non può stare a guardare e sarà in corteo sabato 21 gennaio con le maestranze in lotta di Almaviva.

Roma, 17 gennaio 2017 Movimento per il Diritto all’Abitare 

Torneo di Calcio delle Occupazioni 2017

Come ogni anno è ora del Torneo di Calcio delle Occupazioni

Quest'anno si gioca a Via di Centocelle 100 presso il Campo Sportivo Atletico 2000. Si sfidano le occupazioni del Coordinamento ecco già pronti i gironi.

Si inizia Venerdì 6 gennaio alle 14 e la fase finale sabato 7 gennaio sempre dalle ore 14

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