Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Iniziative

VENERDI' 24 FEBBRAIO ORE 17 A PIAZZA ESQUILINO ASSEMBLEA PUBBLICA

Il Movimento per il Diritto all'Abitare conferma l'assemblea pubblica prevista per domani - Venerdì 24 Febbraio 2017 – non più in piazza Indipendenza ma in piazza Esquilino.
 
Si è deciso, infatti, di non accettare l'ennesima provocazione e sfida della questura, che in caso di conferma della sede di piazza Indipendenza, aveva minacciato cariche ed arresti. Non si tratta di un passo indietro dei movimento, che ha preso questa decisione, guardando soprattutto alla necessità che la città si incontri, discuta e si raccolga attorno alla necessità di contrastare la politica, di sgomberi di occupazioni abitative e spazi sociali, insieme al pacchetto Minniti - Orlando. Ci troveremo quindi in tanti e tante, domani, per ragionare e discutere, per ricostruire insieme il quadro di una situazione complessa e difficile, per costruire percorsi concreti, campagne e mobilitazioni in grado di contrastare e rovesciare una deriva che vede la completa sostituzione di politiche redistribuzione della ricchezza e di welfare, con l'ordine pubblico e con provvedimenti restrittivi della libertà personale degli attivisti e più in generale di quella parte di popolazione che non può e non vuole allinearsi ed abbassare la testa. I pesanti provvedimenti che il governo Gentiloni (Renzi) si appresta ad approvare, infatti, spostano ancora risorse ed attenzioni verso la limitazione della libertà e dei diritti dei migranti e dei rifugiati, verso la loro reclusione ed espulsione e rappresentano il tentativo di fare di loro sempre più un capro espiatorio su cui scaricare una rabbia sociale diffusa e crescente. Battersi, oggi, contro il pacchetto Minniti e gli sgomberi vuol dire rifiutare provvedimenti che mirano a colpire le lotte sociali, a disciplinare, limitare ed aggredire le libertà di tutti, a togliere ancora soldi  da istruzione, salute, trasporti, case popolari, tutela del lavoro, per investirli su una presunta sicurezza che viene declinata soltanto in termini polizieschi; vuol dire rifiutare di cadere nella trappola di un conflitto orizzontale in cui la rabbia viene scaricata sui migranti o comunque su chi sta ancora peggio di noi. Le battaglie per migliorare le nostre condizioni di vita, per conquistare diritti  e per cambiare, devono necessariamente guardare e prendersela con chi al governo cerca di sopravvivere attaccato alla poltrona e di perpetuare le politiche di liberismo e distruzione sociale che subiamo da anni.
 
Responsabilità che oggi ricadono fortemente non solo sul governo centrale, ma anche sulle amministrazioni locali e sulla giunta Raggi, che invece di segnare una discontinuità nel governo della città, si sta allineando alle giunte precedenti, sulla scia degli interessi e dei poteri forti, della chiusura di spazi di aggregazione e attivismo, dell'esclusione sempre più forzosa e massiccia della città di sotto. Per questo invitiamo la città a partecipare all'assemblea di domani alle ore 17 a piazza Esquilino, certamente saremo già in grado di tracciare percorsi ed indicare mobilitazioni all'altezza delle sfide che abbiamo difronte.
 
 
 
Movimento per il Diritto all'Abitare 

Contro il disagio sociale chiediamo soluzioni non presidi di polizia!

Gli avvenimenti di queste ore che ancora una volta vedono una relazione profonda tra il disagio alloggiativo gestito in perenne emergenza e le inchieste giudiziarie. Ora tocca ai piani di zona, in futuro di cosa si occuperà la magistratura? Intanto però il movimento per il diritto all’abitare non ha mai smesso di lottare e di chiedere soluzioni socialmente valide, nonché le risorse necessarie per garantire un diritto primario come quello alla casa. Anche con l’iniziativa presso la sede Ater di Roma ha avuto il merito di produrre un passaggio che riteniamo importante e non eludibile con pantomime o con rinvii sine die.

L’incontro interistituzionale tra una delegazione del movimento e i rappresentanti di Regione, Comune e Ater, che si svolgerà giovedì 19 gennaio alle ore 11 in via Capitan Bavastro, deve essere il punto di partenza dell’applicazione della tanto attesa delibera regionale sull’emergenza abitativa, strappata dal movimento nel 2014 e di cui in tanti parlano, compreso il capo della polizia Gabrielli, ma che continua a rimanere inevasa. Nonostante il crescere degli sfratti, il gonfiarsi della graduatoria per un alloggio popolare, le numerose occupazioni per necessità e la mancata chiusura dei residence, dove ancora molte famiglie sono costrette a vivere.

La discontinuità tanto decantata rispetto alle precedenti amministrazioni non l’abbiamo ancora vista e quindi ci aspettiamo di cominciarla a vedere nell’incontro fissato per giovedì 19. Se questo non avviene , la delibera regionale continua a rimanere non utilizzata, e soprattutto non venga superata la delibera Tronca con un nuovo provvedimento della giunta comunale, i rischi di un inasprimento delle tensioni sociali non sarà difficile vederlo. Anche le dichiarazioni sulla necessità di un maggior controllo sulle periferie, nei confronti dei migranti e del disagio sociale, di cui parlano Minniti e Gabrielli, non ci fanno presagire grandi soluzioni all’orizzonte.

Dentro questo clima il rischio che fenomeni di intolleranza e xenofobia si moltiplichino e la guerra tra poveri, alimentata da forze politiche senza scrupoli e da mass media al servizio delle stesse, rappresenti il futuro prossimo con il quale fare i conti. Non sarà certo limitando la libertà di movimento o accelerando i processi securitari che si risolveranno i problemi. I presidi di polizia nelle periferie assomigliano tanto a delle gabbie, dalle quali bisogna guardarsi e non invocare.

Per questo giovedì 19 gennaio dalle ore 17 saremo davanti la sede della Prefettura in piazza Ss. Apostoli. Chiamiamo tutta la città ad essere con noi. Per ribadire al rappresentante di governo nella capitale di non essere indifferente e di essere parte attiva nel ridisegno delle politiche sociali e urbanistiche di Roma. Il lassismo e il continuo rinvio delle soluzioni non sono più accettabili, in piazza Ss. Apostoli prenderemo le decisioni su come proseguire la mobilitazione, tenendo conto dell’esito del tavolo della mattina e dell’atteggiamento della Prefettura. Anche su una questione spinosa come quella che riguarda i lavoratori e le lavoratrici Almaviva licenziati/e.

Siamo consapevoli del dramma che le famiglie coinvolte stanno vivendo. Come andranno avanti? Hanno un affitto o un mutuo da pagare, bollette che scadono, mangiare e vestirsi, curarsi. Con quale denaro faranno fronte a questa nuova situazione determinata da una proprietà arrogante e da processi speculativi e fondiari. L’area sulla quale sorge Almaviva a Casal Boccone è dentro alle vicende Mezzaroma/Monte Paschi di Siena e non è da escludere che ci siano diversi interessi in gioco dei quali tenere conto.

Il movimento per l’abitare non può stare a guardare e sarà in corteo sabato 21 gennaio con le maestranze in lotta di Almaviva.

Roma, 17 gennaio 2017 Movimento per il Diritto all’Abitare 

Torneo di Calcio delle Occupazioni 2017

Come ogni anno è ora del Torneo di Calcio delle Occupazioni

Quest'anno si gioca a Via di Centocelle 100 presso il Campo Sportivo Atletico 2000. Si sfidano le occupazioni del Coordinamento ecco già pronti i gironi.

Si inizia Venerdì 6 gennaio alle 14 e la fase finale sabato 7 gennaio sempre dalle ore 14

No alla guerra fra poveri, No alla guerra ai poveri, NO SOCIALE AL GOVERNO RENZI: 25 novembre assemblea pubblica a MAGLIANA

LA CASA E' UN DIRITTO SFRATTIAMO RENZI

In questi anni il paese è stato governato da un “Robin Hood alla rovescia” che ha dato ai ricchi ed ai potenti e ha tolto ai poveri: Matteo Renzi. Il presidente del consiglio insieme alla sua ristretta cerchia di fedelissimi, hanno definitivamente ridotto a schiavitù il lavoro, tagliato i fondi agli enti locali e con essi alla salute, alla scuola, alla manutenzione del territorio. Hanno difeso e salvato banche che hanno continuato a prendere in giro i risparmiatori e a stritolare milioni di persone costrette a subire un vero e proprio strozzinaggio legalizzato; sperperato fra regalie e corruzione miliardi di euro in grandi eventi e grandi opere inutili, mentre le città ed i territori divenivano di giorno in giorno sempre piu' affamati di risposte e di diritti sempre più negati. Anche sul tema della casa, il governo, ha fatto pendere la bilancia sempre più dalla parte dei poteri e degli interessi forti, proseguendo e accelerando in una sistematica opera di vendita del patrimonio pubblico, azzerando l'edilizia popolare e puntando forte sulla casa proprietà - ben sapendo che per larghi settori sociali sarebbe rimasto un miraggio irraggiungibile.
 
Proprio sul tema della casa, il governo Renzi è riuscito a sperimentare e mettere in campo, le più pesanti manovre di esclusione dei settori popolari. Sfratti, sgomberi e pignoramenti eseguiti con la forza da polizia e carabinieri, senza nessuna mediazione ed alternativa, sono diventati la quotidiana norma con – solo a Roma – una media di 10 sfratti eseguiti al giorno quasi tutti per morosità incolpevole. Ma non solo. Con la vergogna dell'art. 5 della legge Lupi, vengono negati a chiunque occupa un immobile, non importa se disoccupato, precario con reddito basso o senza reddito, la possibilità dell'allaccio delle utenze (Acqua, Corrente Elettrica e Gas compresi) e la residenza e con questa anche l'accesso al medico di base, al pediatra ed alla scuola a tantissimi bambini e bambine la possibilità del rinnovo dei documenti di soggiorno per i migranti. Una misura ignobile che punta a tagliare fuori chi fatica ad arrivare alla fine del mese, a sostituire le necessarie e urgenti misure e risposte sociali con la polizia, il controllo, la politica della paura e della divisione dei settori popolari e degli abitanti delle periferie.
 
Soffiare sul fuoco del razzismo è infatti un favore gigantesco nei confronti di chi vuole rimanere incollato alla propria poltrona, difendere i propri privilegi, contento di vederci divisi, impegnati in una fratricida guerra fra poveri, lontani dai palazzi “che contano” e dalle piazze. La logica e l'esperienza concreta per centinaia e centinaia di persone a Roma e migliaia nel paese, insegna che solo uniti si può resistere ad uno sfratto o ad uno sgombero, si può difendere o riconquistare una casa vera da abitare, migliorare la propria condizione di lavoro e di vita, conquistare una nuova scuola e una scuola migliore, costruire e strappare un territorio migliore. Solo con la lotta si può cambiare.
 

Venerdì 25 Novembre ore 17,00 ASSEMBLEA PUBBLICA Magliana - In Piazza De Andre'

NO SOCIALE AL GOVERNO RENZI DOMENICA 27 NOVEMBRE TUTTI E TUTTE IN PIAZZA

 

Socialmente pericolosi Conflitto, controllo e sorveglianza

Roma – 6 giugno 2016
 
Nella mattinata di lunedì 6 giugno in un'aula del Tribunale di Roma due attivisti e militanti dei movimenti per il diritto all’abitare saranno giudicati per la loro pericolosità sociale su richiesta del questore della capitale, Nicolò D’Angelo.
Il capo della questura romana chiede per entrambi l’aggravamento delle misure di controllo in quanto già raggiunti da un avviso orale, che a giudizio delle carte di via Genova viene continuamente disatteso e dileggiato.
Quello del 6 giugno è solo il primo atto di un’aggressione che si profila ben più larga. Altri due attivisti e militanti saranno processati per le stesse richieste alla fine del mese di giugno e all’inizio del mese di luglio.
Tutto ciò avviene dopo una pioggia di intimidazioni e misure di varia entità che hanno raggiunto molt* attivist* nella città di Roma e dopo le pesanti condanne in primo grado nel processo per i fatti del 15 Ottobre 2001 dove si continua ad usare come mannaia il reato di devastazione e saccheggio. A Roma come in altre parti d’Italia, prende corpo una sorta di guerra dichiarata contro chi lotta e si organizza nel disagio sociale diffuso e in territori devastati dal cemento, dall’abbandono, dal degrado e dalla corruzione.
In buona sostanza coloro che sono colpiti da una crisi economica strutturale e profonda vengono considerati pericolosi socialmente e fatti oggetto di un aumentato controllo sociale piuttosto che di soluzioni mirate a risolvere la loro condizione. Forse la paura di un allargamento del conflitto e l’affermazione di pratiche di riappropriazione diretta vengono talmente temute da dover mettere in opera dispositivi coercitivi rilevanti contro le punte più visibili di un possibile iceberg sociale in movimento. La parte sommersa non si vede ma può fare danni irreversibili.
Dentro questa condizione di sostenuto controllo sociale le buone pratiche di conflitto subiscono dure misure di contrasto volte all’eliminazione definitiva del conflitto stesso. Misure spesso mirate, ma nello steso tempo sempre più larghe e tese a colpire non solo l’attivismo e la militanza più in vista ma più in generale chi si organizza e lotta per diritti primari come la casa, il reddito e la qualità della vita, attraverso la pratica diretta delle occupazioni, dei picchetti e dei blocchi stradali. Pene pecuniarie e misure cautelari arrivano oramai quasi quotidianamente, spesso anche con un accanimento particolare con il protagonismo dei migranti.
Non ritenendo tutto questo come effetto “incurabile” causato dall’impegno sociale e dalle nostre azioni di lotta, proponiamo di utilizzare la data del 6 giugno per proseguire una riflessione comune su questi temi e possibilmente dotarci di strumenti utili e condivisi di reazione possibile. Di fatto veniamo disegnati come nemici della convivenza civile e portatori di tensioni e conflitti, equiparando i comportamenti di coloro che sono colpiti dalle misure a quelli della criminalità organizzata, utilizzando gli strumenti coercitivi ottocenteschi mantenuti in piedi per contrastare a loro dire le organizzazioni mafiose.
L’ipotesi renziana del partito della nazione ha bisogno anche di questo per tenersi in sella e la guerra ai poveri e a chi si organizza è dichiarata da tempo ed è destinata ad aumentare di intensità, quindi trovare percorsi comuni di contrasto è più che mai necessario, altrimenti la distanza tra le parole e la realizzabilità delle pratiche diventerà sempre più larga con l’irreversibile conseguenza di movimenti sociali sempre più deboli, frammentati e incapaci di produrre il contrasto necessario.
 
Ci vediamo a piazzale Clodio il 6 giugno alle ore 9.30 e alle ore 14 nell’occupazione di viale delle Province 198 per un’assemblea nazionale.
 
Movimenti per il diritto all'abitare

La Regione Lazio ha approvato la Delibera Attuativa del Piano per l’Emergenza Abitativa per Roma: ORA LOTTIAMO PIU’ FORTE !!!

Giovedì 24 Marzo ore 17 ASSEMBLEA CITTADINA

Presso l’occupazione del Porto Fluviale (Via del Porto Fluviale 12)

 
Martedì 15 marzo 2016, è stata approvata dalla Giunta Regionale la delibera attuativa del Piano Straordinario per l’Emergenza Abitativa per Roma, fermo al palo da oltre due anni. Grazie ai movimenti si è riusciti, sotto la spinta incessante delle continue e forti mobilitazioni, a costringere la Regione Lazio a darsi una smossa. 200 milioni di euro saranno investiti in un programma destinato alle occupazioni, ai residence ed alle graduatorie generali, che prevede circa 1200 alloggi, di cui circa 750 ricavati da completamenti e nuove costruzioni ATER e circa 450 da realizzare attraverso progetti di recupero e autorecupero di immobili di Roma Capitale (fra cui diverse occupazioni da trasformare). A questi 1200 appartamenti si aggiungono gli alloggi invenduti che verranno acquistati dall’ATER con un finanziamento di 30 mln di euro e quelli realizzati mediante il recupero di parte dell’ex IPAB Istituto Romano San Michele finanziato con risorse aggiuntive. Si tratta di una risposta indubbiamente insufficiente rispetto alla dimensione del problema, ma importante perché strappata dopo anni di mancanza totale di risposte.
 
L’approvazione della delibera regionale segna quindi, soprattutto, un punto a favore delle lotte, di chi crede nella possibilità di riconquistare dal basso e collettivamente un diritto sempre più negato, contrastando i processi di cancellazione dell’edilizia popolare e di dismissione del patrimonio pubblico in atto. Ora gli abitanti delle occupazioni avranno uno strumento in più per rivendicare il blocco degli sgomberi e la cancellazione dell’ infame art. 5 della legge Lupi; gli abitanti dei residence avranno più forza nell’affermare che dai centri di assistenza abitativa temporanea di Roma Capitale si esce solo con l’assegnazione della casa popolare e non con la vergognosa proposta del Buono Affitto; le tantissime persone in graduatoria avranno la possibilità di immaginare e di pretendere che la casa gli venga consegnata davvero e non essere destinati ad aspettare, forse invano, una vita. Tutte insieme queste tre categorie ora potranno pretendere che le case vengano consegnate subito e più in generale la città di sotto dell’emergenza e della precarietà abitativa, ora potrà ripartire rivendicando – su un impianto esistente - maggiori risorse ed un numero di alloggi adeguato, reclamando soprattutto una più radicale inversione di tendenza per un investimento serio e strutturale per l’edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e per il diritto all’abitare. Per queste ragioni appare a questo punto necessario non perdere un minuto di tempo, ma sfruttare gli spazi e le possibilità aperte per rilanciare la lotta, ben consapevoli dei pericoli che già si mostrano all’orizzonte. Il riferimento non casuale è rivolto solo in parte ai corvi del ceto politico sindacale e di partito, che come sempre preferiscono ostacolare le conquiste popolari, per difendere i loro privilegi, i loro stipendi, il loro potere di controllo sulle persone e la loro influenza sulle istituzioni. Assai più preoccupante e grave, è che il Comune di Roma amministrato dai prefetti, che dovrebbe allo stato attuale del commissariamento esclusivamente svolgere una pratica di ordinaria amministrazione, si stia scagliando con enorme livore ideologico contro l’attuazione del Piano Straordinario per l’Emergenza Abitativa, minacciando persino di sabotarlo nella sua concretizzazione.
 
Anche alla luce dell’importante partecipazione alla manifestazione di sabato scorso contro i tagli alla spesa sociale, contro le privatizzazioni, contro sfratti e sgomberi, la precarizzazione e il DUP (Documento Unico di Programmazione) varato da Roma Capitale, occorre riversare ed amplificare il potenziale delle energie espresse, non dentro perdenti logiche elettoralistiche, ma nello sviluppo delle lotte e dell’autorganizzazione, rovesciando la guerra ai poveri, i tagli e le privatizzazioni targati Tronca e Gabrielli.
 
Movimenti per il Diritto all’Abitare
 
 

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